collaborazioneA seguito dell’operazione, il bambino ha potuto terminare le cure oncologiche presso l’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita e riprendere le proprie attività quotidiane, tra cui la normale vita scolastica e relazionale dopo che i medici gli hanno asportato la parte distale del femore (articolazione del ginocchio) e lo hanno ricostruito con un omero rovesciato, un osso di un donatore proveniente dalla Banca dei tessuti Muscoloscheletrici della Regione Piemonte.

Il lavoro svolto in questi anni dal reparto di Chirurgia Oncologica ortopedica della Città della Salute e della Scienza di Torino, e dai suoi medici, si è meritata il primo premio mondiale assegnato al Congresso Mondiale di Tecnologia in Chirurgia Protesica ISTA (International Society for Technology in Arthroplasty), che si è tenuto nei giorni scorsi a Boston. L’operazione è stata eseguita da un team guidato da Raimondo Piana, direttore di Chirurgia alla Città della salute. Il piccolo era affetto da osteosarcoma primitivo, forma tumorale delle ossa molto rara, con una incidenza di circa 150 casi all’anno in Italia. Il tutto è stato poi collegato al femore del bambino con una placca al ginocchio, ricostruendo capsula e tutti i legamenti e preservando la tibia. Per garantire una ricostruzione il piu’ possibile anatomica l’osso di banca e’ stato rivestito con una protesi in ceramica di ultima generazione.

Un rarissimo intervento ha permesso la salvare la vita a un bimbo di sei anni. Con questo approccio multidisciplinare, spiegano alla Città della Salute e della Scienza di Torino, patologie simili a quella di F.C. hanno una prognosi più favorevole rispetto al passato. La parte ricostruita deve infatti crescere, in modo regolare, per non determinare nel tempo una differenza di lunghezza delle gambe. Il lavoro scientifico presentato al Congresso internazionale riguarda, in particolare, la casistica di tumori pediatrici muscolo scheletrici condivisa con il reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita diretto dalla dottoressa Franca Fagioli.

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